.
Annunci online

terremotoirpinia
23 novembre 1980. Storia e memoria


Diario


1 novembre 2010

Trentennale, gli appuntamenti

In vista delle numerose iniziative che gli enti locali, le associazioni, i centri di ricerca e vari artisti prepareranno in occasione del Trentennale del terremoto, pubblico un calendario (provvisorio) degli appuntamenti più significativi, tra quelli a mia conoscenza o che vedono la mia diretta partecipazione.



7 novembre, ore 15: trasmissione Zazà, Radio3; La memoria del terremoto. Ne discutono Marcello Anselmo (autore dell’audiodocumentario “La Malanotte”) e Stefano Ventura (autore di “Non sembrava novembre quella sera”, 2010).

12 e 13 novembre, Villamaina, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi; Incontri con Giovanni Iozzoli, autore de “I terremotati” (Manifestolibri).

15 novembre, ore 17 e 30; Circolo della Stampa, corso Vittorio Emanuele, Avellino, presentazione dei libri:

NON SEMBRAVA NOVEMBRE QUELLA SERA, di Stefano Ventura, Mephite, 2010.

19e35, scritti dalle macerie, di Paolo Speranza.

Semiseria analisi lessicale di un disastro naturale di Benvenuto Benvenuti, Montedit.

(A cura dell’Archivio storico della CGIL di Avellino)

16 novembre, Conza della Campania, convegno (programma da definire).

18 novembre,  Avellino, ore 16e30, Circolo della Stampa, Convegno: Conoscenza, prevenzione, educazione, tre parole per un'Italia più sicura, a cura di Amici della Terra Irpinia, con il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale.

20 novembre, Teora (Cinema Teatro Europa) ore 17 e 30, Cooperative ieri ed oggi: il lavoro delle donne, intervengono Rosa D'Amelio, Stefano Ventura, Luisa Morgantini (videomessaggio da Londra), a cura del Comune di Teora e del Coordinamento Donne CGIL Avellino. 

20 novembre,  Avellino, ore 16 e 30, presentazione del libro di Antonello Caporale "Terremoti spa".

21 novembre, ore 18, Lioni, Sala Consiliare, Presentazione di "Le macerie invisibili" ,a cura dell’ Osservatorio Permanente sul Doposisma, Fondazione MIDA.

23 e 24 novembre, Università di Salerno, Fisciano.

Terremoto 1980. Ricostruzione e sviluppo. Convegno di Studi urbanistici, a cura dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica).

23 novembre, ore 15 e 30 Sant’Angelo dei Lombardi (CIMA) e 16 e 30, (Ist. Comprensivo Criscuoli).

Convegno, Emergenza e ricostruzione, intervengo l’on. Zamberletti, Mauro Dolce, Gianfranco Manfredi, Paolo Gasparini, Gianfranco Urcioli, Giuseppe De Mita, Franco Genzale.

rappresentazione teatrale Seismos, a cura di Salvatore Mazza.

24 novembre, ore 18 e 30, Salerno, (nell’ambito della manifestazione “L’Italia che trema”, 20-27 novembre)

Raduno e assemblea dei volontari presenti nei comuni terremotati (coordinano Marcello Anselmo e Stefano Ventura).

25 e 26 novembre, Napoli, Palazzo dei Congressi, Università Federico II e Istituto Italiano di Studi Filosofici (Palazzo Filomarino)

Convegno internazionale di studi: “La memoria delle catastrofi”

28 novembre, Frigento, ore 18, Palazzo de Leo, presentazione del libro Non sembrava novembre quella sera, di Stefano Ventura.

2 dicembre, ore 9 e 30, Collegio Santa Chiara, Siena

Ambiente, territorio ed eventi naturali, Workshop, a cura di ORENT e Ciscam (Università di Siena)



17 ottobre 2010

Osservatorio sul doposisma, alcune anticipazioni del rapporto 2010

 

Da un articolo del Mattino, ecco le anticipazioni alla ricerca, promossa dall'Osservatorio sul Doposisma della Fondazione Mida di Pertosa e Auletta, sui costi della gestione dell'emergenza nei terremoti degli ultimi 30 anni.


 


 

 


Terremoto dell’Irpinia, spesi 7889 euro per ogni senzatetto

Alessio Fanuzzi, Il Mattino, 14 ottobre 2010

 

Trent’anni dopo è tutto raccolto in un dossier. Numeri, tempi, spese, finanche sprechi. Tutto quello che c’è da sapere sul terremoto che il 23 novembre del 1980 scosse l’Irpinia e sconvolse la Campania è scritto nel rapporto di Stefano Ventura voluto dall’Osservatorio sul doposisma della Fondazione Mida.
Si chiama «Trent’anni di terremoti italiani» ed è uno studio comparativo sulla gestione delle emergenze in Italia. Con tanti spunti curiosi: ad esempio, a fronte di una spesa procapite per senzatetto che a L’Aquila ha sfiorato quota 24.000 euro, in Campania furono spesi solo 7.889 euro a persona. Sulle cifre, però, incide il numero di senzatetto, di gran lunga superiore in Irpinia: 400.000 contro 67.459 ventiquattro ore dopo il terremoto, 280.000 contro 65.704 sette giorni dopo. In termini assoluti, infatti, per la Campania sono stati spesi più fondi: 6,627 miliardi nei tre anni di gestione commissariale, 2,29 miliardi all’anno contro i 1,715 miliardi spesi per l’Abruzzo. Trent’anni, avellinese di Teora trapiantato a Siena, dov’è dottore di ricerca in storia contemporanea, Ventura studia da anni gli effetti del terremoto in Irpinia e la ricostruzione.
A breve debutterà anche in libreria con un libro edito da Mephite - «Non sembrava novembre quella sera» - e dedicato alla sua terra. «Nel primo anno dopo il sisma - spiega - gli sprechi furono molto limitati. Fu negli anni successivi che aumentarono le pressioni per l’allargamento dell’area del cratere e, di conseguenza, per l’ampliamento dei comuni inseriti nelle fasce di danno fino a 684». La ricerca di fondi extra, però, non fu solo una prerogativa campana se è vero che anche il Molise, dopo il sisma con epicentro San Giuliano di Puglia nel 2002, «allargò le ipotesi di sviluppo per ricevere dal governo fondi senza collegamento diretto con il terremoto».
Nel calcolo delle spese e, soprattutto, dei tempi di intervento incidono tanto anche le nuove tecnologie. «Passare dalle dodici ore che i soccorsi impiegarono per raggiungere alcuni paesi della Campania ai tre minuti necessari a dare l’allerta nella notte del 6 aprile 2009 è senza dubbio un risultato positivo del cammino della Protezione civile che nel 1980 neanche esisteva», sentenzia Ventura. E ancora, «il progetto del piano casa in Abruzzo - continua - era già a disposizione del dipartimento della Protezione civile e del governo prima del sisma che ha devastato L’Aquila tanto che, a diciassette giorni dalle prime scosse, era già stato proposto come possibile soluzione».
In Irpinia non c’erano né piani né programmi e tutta la ricostruzione fu dovuta in gran parte all’operatività del commissario Giuseppe Zamberletti che, sulla scia dell’ esperienza acquisita in Friuli, dispose già dal 26 novembre di arretrare molti senzatetto sulla costa. Un progetto naufragato ben presto e sostituito con il piano di prefabbricazione leggera e pesante che portò poi all’ installazione di 7.384 containers e alla programmazione definitiva del giugno 1981. «Quattro diverse filosofie di intervento per quattro catastrofi», osserva Ventura.
Se in Campania furono montati containers, in Umbria (1997) si scelse di riparare prima il patrimonio meno danneggiato, in Molise furono usati gli alberghi della costiera e in Abruzzo si è passati dalle tende al piano caso. «Dopo il terremoto in Irpinia - analizza il ricercatore di Teora – c’ è stato un capovolgimento quasi totale di paradigma, passando da una delega pressoché totale alle regioni e ai comuni a una gestione affidata al commissariato guidato dal capo dipartimento Guido Bertolaso per tutta l’ emergenza». Con qualche criticità di troppo. «La concentrazione di ingenti risorse finanziarie (790 milioni di euro) per ospitare tra i 15.000 e i 20.000 senzatetto - chiosa Ventura - è stata una scelta troppo onerosa per le risorse pubbliche se paragonata alle gestioni degli insediamenti provvisori che pure sono stati necessari anche in Abruzzo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 


31 marzo 2010

L'attualità e la storia

Sulla rivista di storia on line STORIA E FUTURO c'è un mio articolo sulla storia della Protezione Civile e i principali terremoti dell'Italia Repubblicana.


 


 

Il mio vuole essere un contributo d'approfondimento, che conferma, però, che è sempre nel passato che si trovano le radici del presente

I terremoti italiani del secondo dopoguerra e la Protezione civile


11 gennaio 2010

23 novembre 1980

Domenica 23 novembre 1980, ore 19 e 34. Un terremoto di fortissima intensità (10° grado scala Mercalli) colpisce una vasta regione dell’Italia Meridionale, al confine tra la Campania e la Basilicata, e viene avvertito praticamente in tutto il Sud Italia, da Roma in giù. I morti saranno 2914, i feriti 8800 e 275mila i senzatetto.

Questa è la versione fredda che del terremoto dell’Irpinia (o meglio di Campania e Basilicata) si può trovare negli annali. Ma per raccontare un evento tragico e devastante non bastano cifre, cronologie o citazioni.

Bisogna interpellare la memoria.

Anche se la memoria è una fonte storica imperfetta, da soppesare attentamente, da verificare più e più volte. Tuttavia, il racconto di un evento tragico, di una sofferenza estrema ha un valore diverso in quanto a testimonianza. Basti pensare all’uso dei racconti orali per cercare di narrare gli orrori della Shoah, delle violenze di massa, dei bombardamenti. Per questo, interrogare la memoria, collettiva ed individuale, per raccontare il terremoto, la nostra tragedia, può essere un’operazione culturale di grande valore.

Per far emergere le visioni del mondo, il senso che la gente ha dato alle cose, le sue spiegazioni. Per far emergere, senza fronzoli e dietrologie, il dolore rimosso.

Se hai qualcosa da testimoniare, scrivi a stefanoventura@unisi.it; il tuo aiuto, insieme a quello degli altri, contribuirà a ricostruire il mosaico della memoria del terremoto.

sfoglia     ottobre        dicembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

teoraventura
Osservatorio sul doposisma-MIDA
Officina Solidale
ORENT-Dossier Irpinia
ISPRO
CIMA-AMRACENTER
Protezione Civile-terremoti
Volontariato e Partecipazione
Laviano ieri
Terremoto a Laviano
Memoria civile-articolo
storia di lioni-speciale terremoto
23 novembre 1980
archivio della memoria
ricostruzione infinita
Comitato per il Trentennale
Terremoto Irpinia su Wikipedia


CHI SONO

 

OSSERVATORIO  SUL DOPOSISMA

 


 

Contributi sparsi

I terremoti italiani e la Protezione Civile

Il terremoto del 1980. Storiografia e memoria

30 anni di terremoti italiani

Irpinia 1980, viaggio nel terremoto

L'emergenza e i soccorsi, dalle memorie alla Protezione civile

Le industrie, 30 anni dopo 

I comuni del terremoto dalla ricostruzione al futuro

Semiseria analisi lessicale di un disastro naturale (prefazione)

I confinati in Irpinia durante il fascismo

 

PER INVIARE TESTIMONIANZE 
SUL MOMENTO DELLA CATASTROFE, 
SULLA RICOSTRUZIONE, 
MATERIALE 
O SEMPLICI CONSIDERAZIONI


ventura80@libero.it

 

 








 
 
 
 
Tutte le foto qui presenti sono prese dalla rete.
I diritti di riproduzione vanno quindi attribuiti
ai responsabili dei siti da cui sono state prese.
 
 
 


 

 

 

 

 

 

CERCA